Lo ammazzo o lo perdono?
L’uomo e la gestione dei conflitti
prof.ssa Silvia Pierosara filosofo - dott.ssa Gaia Rettura psicoterapeuta
Lo ammazzo o lo perdono?
L’uomo e la gestione dei conflitti
prof.ssa Silvia Pierosara filosofo - dott.ssa Gaia Rettura psicoterapeuta
Instagram delle mie brame, chi è il più bello del reame?
L’uomo e l’immagine di se stesso nel mondo
prof. Giorgio Tintino filosofo - dott. Fabio Migliorini psicoterapeuta
Vincitori del primo premio Roma Comic Off ed. 2017, gli A4 propongono uno spettacolo EPICO. Il personaggio di Ulisse si fa perno, in questa esilarante pièce, di tutta una serie di avventure grottesche e parodiche tratte dalla letteratura classica tradizionale, attraversandola trasversalmente grazie ai testi di Omero: Iliade e Odissea, e all'Inferno dantesco. Gli episodi si susseguono rapidi, a ritmo serrato.
Uno scrittore di favole, ha bevuto una tisana strana e vuole riscrivere la sua migliore favola, ma non ci riesce senza combinare guai. Da tutto ciò ne scaturirà una valanga di risate, situazioni bizzarre e senza tempo. È un luogo incantato dove favole e fiabe si intrecciano, si mescolano, si modificano e si miscelano in sinergia con musiche e canzoni coinvolgenti.
Bebop Chorus.
Diretto dalla Maestra Paola Paolucci
L'amore al tempo del Dolce Stil Novo era lo stesso di quello di oggi? Come sono cambiate le dinamiche dei rapporti di coppia dal milletrecento ai giorni nostri? Lo sanno bene i quattro protagonisti di questa folle e divertente storia che ha come tema centrale la poetica, i versi e le rime del sommo poeta Dante Alighieri, rivisitati in chiave ironica e molto spesso dissacrante...
Nessuno di noi può affermare di essersi fatto da solo anche perché “farsi” è un termine tossicomanico. Appena veniamo al mondo la prima cosa che facciamo è urlare con la certezza che ci sia qualcuno ad accoglierci altrimenti la nostra voce si perderebbe come il suono vacuo delle sirene...
Esperienze di vita nelle canzoni di Lorena Possanza
Testi/Musica/Voce: Lorena Possanza
Arrangiamenti/Tastiera: Mario Chinni
Arrangiamenti/Chitarra: Giovanni Mosciatti
L’infinita poesia di Federico Garcìa Lorca. Un’orchestra in scena. Quattro strumenti: la fisarmonica con la sua dote popolare; il violino romantico e malinconico; il contrabbasso che si fa grave e inclusivo; la voce, che nasce dal vibrare delle corde dell’anima.
Bruno -lo scansafatiche- e Francesco -quello con la testa sulle spalle- ereditano un appartamento. I problemi iniziano quando il primo, per coprire le spese, affitta una stanza due ragazzi del Sud ovviamente senza dirlo al fratello! Inizia così una rocambolesca convivenza a quattro...